Archivio di Agosto 2007

Il Partito Democratico che vorrei

Lunedì 20 Agosto 2007

Gli ospiti della Festa dell’Unità di fine luglio di Bolzano potevano esprimere le loro idee sul Partito Democratico in un questionario. “Abbiamo voluto capire cosa pensa il popolo del Centro-Sinistra in merito alla grande svolta che abbiamo davanti a noi con le primarie del 14 ottobre”, spiega il responsabile comunicazioni dei Democratici di Sinistra, Alexander Tezzele. “Il 48% dei partecipanti erano donne, il 52% uomini, il 75% residente a Bolzano città, il 71% di lingua italiana, il 20% di lingua tedesca, l’8% mistilingui e l’1% ladini. Circa la metà delle 231 schede è stata compilata allo stand del partito, le altre schede sono state distribuite ai tavoli e poi raccolti. Siamo sicuri di avere una buona base di dati perché non sono solo iscritti ai DS ma anche tante altre persone che sono semplicemente venute alla festa a divertirsi senza appartenere al partito.”

Il questionario era composto da quattro domande a risposta multipla e una a risposta aperta per esprimere liberamente opinioni sul processo in atto. Il particolare, alla prima domanda “Pensi che sia utile dar vita al PD?”, l’ 83% ha risposto di si e il 17% no. Tra i si, il 50% crede che sia necessario il PD soprattutto “per superare la crisi della politica”, gli altri si dividono tra chi lo ritiene necessario per rafforzare il Centrosinistra in Alto Adige e tra chi vuole unire le diverse tradizioni (socialisti, popolari, liberali, ambientalisti).

Le risposte alla seconda, terza e quarta domanda dimostrano che il popolo della Festa dell’Unità chiede un partito aperto a tutti i gruppi linguistici, bocciando senza appello un “partito degli italiani” o rivolto solamente alle “minoranze linguistiche”. Il PD non dovrà dunque essere un partito etnico, e dovrà dotarsi delle necessarie strutture per parlare a tutta la società. Di grande importanza anche l’indicazione della domanda successiva: La stragrande maggioranza dei partecipanti al questionario vuole un partito che si occupi del futuro del mondo, dell’Italia e dell’Europa, ma che guardi anche molto all’Alto Adige e al comune di residenza. “Un partito presente e attivo sul territorio, ma con temi e prospettive che vadano anche oltre Salorno e il Brennero.”

Le questioni che maggiormente interessano, sono il tema dell’ambiente, seguito dalle pari opportunità tra i generi e al terzo posto le pari opportunità tra i gruppi linguistici in Alto Adige, seguiti poi dall’attenzione ai più deboli e alla qualità della vita. “Questi dati sono un contributo per il Comitato per il Partito Democratico dell’Alto Adige, che potrà tenerne conto nei suoi lavori” spiega Christian Tommasini, che vede nei risultati la conferma della sua linea politica.

Le dieci priorità per il Partito Democratico.

Approvazione fondo non autosufficienza

Mercoledì 1 Agosto 2007

I Democratici di Sinistra/Ulivo esprimono soddisfazione per la decisione presa dalla giunta provinciale in merito alla questione della non autosufficienza. Le tasse locali non aumentano, ma aumentano i contributi alle famiglie che curano a casa persone non autosufficienti. Positiva la scelta di riconoscere, ai fini previdenziali, il periodo di assistenza prestato per accudire il non autosufficiente.

Importante, per i Democratici di Sinistra, la volontà di venire incontro alle esigenze delle famiglie: nelle infrastrutture dovranno essere riservati posti per garantire il ricovero di persone non autosufficienti nel fine settimana, o per alcune settimane per rendere possibile ai familiari di andare in ferie.

«Questa legge punta a sostenere le famiglie nel duro lavoro di cura e assistenza domiciliare verso i non autosufficienti – precisa il segretario Christian Tommasini – è una risposta di civiltà al mutare della società ed all’aumento della longevità. Coniugare solidarietà, occupazione femminile e rispetto della persona sono i principi di questa iniziativa della giunta provinciale che i Democratici di Sinistra auspicano possa essere approvata dal Consiglio entro la fine dell’anno.»

Toponomastica: servirebbe un’approccio condiviso

Mercoledì 1 Agosto 2007

I Democratici di Sinistra non approvano la proposta della SVP sulla toponomastica. Il Segretario Christian Tommasini si è detto favorevole a mantenere tutti i nomi di luoghi pubblici in due rispettivamente tre lingue. Denominazioni private, come ad esempio di masi o di prati, potrebbero essere anche monolingui. La definizione di cosa dovrà essere “pubblico” e cosa “privato” può essere stabilito da una commissione paritetica.

La proposta “Durnwalder” sarà portata in consiglio dalla frazione della SVP e non dalla giunta, come previsto dagli accordi di coalizione tra Democratici di Sinistra e la SVP. I Democratici di Sinistra temono, che i partiti di destra come Union für Südtirol, AN, Freiheitlichen e Unitalia utilizzino questo tema per fare campagna elettorale. Per Tommasini l’argomento non rappresenta però un tabù: i nomi storici non sono attualmente riconosciuti a tutti gli effetti, e questo si può cambiare, dando ad essi pari rilevanza giuridica. I DS lavorano per trovare nei prossimi anni una soluzione che possa essere condivisa da una larga maggioranza dei cittadini di ciascun gruppo linguistico.